L’attività della scuola nuoto è strutturata come un percorso suddiviso in sei brevetti; i bambini sono divisi per capacità natatorie e non per età.

La durata dei corsi è di 45 minuti, 10 minuti di ginnastica pre-natatoria, dove vengono costruiti i presupposti motori che serviranno poi al bambino per meglio apprendere le varie abilità in acqua, e circa 35 minuti di attività in acqua.

La frequenza dei corsi della scuola nuoto è strutturata su 1 o 2 lezioni a settimana. Le lezioni sono suddivise in due cicli invernali (settembre/febbraio – febbraio/giugno) e due cicli più brevi estivi (giugno/luglio).

Nel periodo invernale lo scopo è il raggiungimento dei vari obiettivi determinati dalla scala di valutazione, e identificati con delfini di diverso colore.

I Brevetti

Delfino bianco
Principianti vasca piccola. Ambientamento acquisito. Conoscenza del galleggiamento.

Delfino rosa
Scivolamento prono e supino vasca piccola. Immersione del capo. Principiante vasca grande. Attraversamento corsia con tondoludo (un cilindro galleggiante colorato in materiale espanso) o altro sussidio.

Delfino azzurro
Indipendenza in vasca grande. Scivolamento prono e supino. Primi movimenti coordinativi arti superiori. Cenni di respirazione frontale e laterale. Impostazione “tutto di testa”.

Delfino giallo
Respirazione frontale e laterale. Apprendimento tecnico nuotata a stile libero e dorso su distanze da 12,5 mt. Immersioni

Delfino verde
Apprendimento nuotata tecnica rana. Perfezionamento nuotate a stile libero e dorso su distanze da 25 mt. Apprendimento elementare nuotata a delfino. Virate elementari e primi movimenti subacquei.

Delfino rosso
Nuotate tecniche 4 stili. Virate evolute e partenza dal blocco. Impostazione agonistica.

 

Durante l’anno didattico vengono periodicamente effettuate delle valutazioni intermedie, per poter verificare l’andamento generale dei vari gruppi ed una valutazione finale, al termine del periodo invernale, con rilascio del relativo “delfino”. Nel periodo estivo, invece, l’attività sarà dedicata al consolidamento delle capacità apprese.

Si consiglia la frequenza per 2 volte a settimana, che garantisce un miglior consolidamento dei risultati acquisiti. L’apprendimento del nuoto un percorso complesso, che richiede impegno e costanza.

Tutto parte in vasca piccola dall’adattamento ed ambientamento in acqua, per raggiungere due obiettivi fondamentali: essere a proprio agio e saper gestire il proprio corpo nell’acqua.

Attraverso il gioco il bambino sperimenterà e potrà apprendere le basi che gli serviranno poi per una corretta nuotata. L’acqua diventa anche uno “strumento” d’educazione; trasmettendo al bambino emozioni e stimoli motori-sensoriali, contribuisce al suo sviluppo globale.

L’importante mediatore tra l’acqua ed il bambino è l’istruttore-educatore, i cui compiti sono fondamentali: educare al nuoto (all’acqua e al movimento), favorire lo sviluppo specifico della motricità in acqua, ed educare attraverso il nuoto, contribuendo così allo sviluppo della personalità del bambino.

Dalla fase ludica si passa gradualmente ad un’attività più indirizzata all’apprendimento tecnico della nuotata con il passaggio definitivo dalla vasca piccola alla vasca grande.

Attività agonistica

Agonisti

La filosofia abbracciata dall’attuale dirigenza e l’estrazione pedagogico-educativa dei tecnici consentono una programmazione per obiettivi che garantisce nel modo più assoluto il rispetto del giovane sotto l’aspetto fisiologico, psicologico e sociale, contribuendo alla costituzione ed al consolidamento di un sano profilo psico-fisico e ad un corretto sviluppo della personalità.

Riteniamo fondamentale insegnare che lo sport è una vera scuola di vita.

I problemi più ricorrenti nel proporre un’attività sportiva ed educativa riguardano la credibilità delle motivazioni, la serietà e adeguatezza del progetto, la coerenza nell’attuazione, l’estensione dei valori assoluti sottesi ai principi di vita più generali. Tutto ciò non è di facile realizzazione poiché deve essere riconosciuto, compreso, condiviso e devono esistere i presupposti funzionali e strutturali, oltre che professionali per realizzarlo.

L’impostazione della nostra società scaturisce appunto da posizioni consolidate in tal senso e costituisce una conquista consapevole e mirata stratificatasi nel tempo attraverso la coniugazione di obiettivi educativi e di elevato valore tecnico.

Master

L’atleta master ad una prima superficiale occhiata può sembrare una persona un po’ “strana”. In realtà è una persona speciale, perché è una persona con una grande passione.

Il master, ad un certo punto della giornata, sente un’irresistibile attrazione per l’acqua. E non gli passa, fino a che non riesce a sfinirsi con due o tre chilometri di vasche in piscina. 
Con l’andare del tempo questa irrefrenabile voglia arriva anche di sabato e domenica, ed egli sente la necessità di confrontarsi in altre piscine con suoi simili, in competizioni chiamate, da alcuni, “gare”.

l master è una specie animale che trova il suo ambiente naturale dentro una piscina (deve essere a causa di una deficienza metabolica, che richiede forti assunzioni di cloro, ma la comunità scientifica è ancora divisa sulla questione). Il master è anche un animale sociale: necessita di un gruppo di individui della sua stessa specie, per poter praticare felicemente le proprie attività preferite.

Questo gruppo normalmente ha un capo-branco, detto “coach”, ed un numero variabile di individui maschi e femmine, che lo compongono. Nel gruppo, ciascuno ha un ruolo e sviluppa una particolare capacità o specializzazione.

Tra le capacità fondamentali, ne abbiamo individuate 4: il delfino, la rana, lo stile libero ed il dorso. I cosiddetti “misti” vengono lasciati agli individui più restii ad accettare di essere catalogati ed inseriti in una categoria fissa e specifica.

Se il gruppo non resiste alle “avversità”, i master si danno un gran da fare per costituirne uno nuovo il più velocemente possibile.

Il nostro è nato nel 2007, e da allora continuiamo a “tenere botta”.